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Collegno – Edifici storici

Amici viaggiatori, in questa terza ed ultima parte dedicata alla città di Collegno vi parlerò di importanti edifici storici che hanno contribuito alla vita quotidiana dei cittadini, sia in ambito lavorativo che religioso.

La Stazionetta e il Villaggio Leumann:

La Stazionetta era la fermata designata per raggiungere il Villaggio Leumann da Torino; Il tracciato ferroviario fu realizzato all’inizio del 1700 per volontà di Vittorio Amedeo II come collegamento tra la capitale sabauda e Rivoli. La Stazionetta, situata sul lato destro del Corso Francia giungendo da Torino è parte integrante del complesso denominato Villaggio Leumann, realizzato tra la fine dell’800 all’inizio del ‘900 dall’imprenditore svizzero Napoleone Leumann che qui insediò l’omonimo cotonificio.

Il progetto del Villaggio fu realizzato dall’ingegner Pietro Fenoglio, esponente di spicco dello stile Liberty a Torino, il quale ha dato vita ad edifici di carattere sociale a servizio dello stabilimento, all’interno furono costruite: le case operaie, l’ambulatorio, il refettorio operaio, la chiesa, le scuole, il convitto, ed altri ancora, il tutto per creare il al benessere dei lavoratori.
Negli anni in cui nasceva la linea ferrata Torino-Modane, Rivoli rimase esclusa dal tracciato, per questo motivo nel 1871 venne realizzata la ferrovia a vapore Torino-Rivoli lungo il corso Francia. Il trenino divenne immediatamente un servizio fondamentale per lo stabilimento Leumann, i prodotti tessili venivano trasportati a Torino e i lavoratori pendolari raggiungevano il luogo di lavoro scendendo alla Stazionetta Leumann, anch’essa in perfetto stile Liberty, posta di fronte all’ingresso del cotonificio.
Nel 1914 la linea fu trasformata in tranvia elettrica, al trenino ( poi Littorina ) fu dato l’appellativo “Tritatutto” in seguito ai numerosi incidenti avvenuti. Nel 1955 furono definitivamente smantellati i binari sul corso Francia e fu introdotto il filobus ed infine l’autobus. La Stazionetta, persa la sua funzione, è stata abbandonata al degrado sino ai giorni nostri.

Con la chiusura del cotonificio Leumann risalente al 1972, si temette per le sorti del Villaggio, tuttavia una variante del Piano Regolatore lo salvò da facili speculazioni edilizie e dal 1976 è sottoposto al vincolo di tutela della Sovrintendenza.

Le Chiese:

Il Campanile di San Lorenzo: Ormai in rovina, è ciò che riamane della vecchia chiesa parrocchiale di San Lorenzo del XIII secolo. L’attuale cappella del cimitero non poco deteriorata è rifatta sulla precedente costruzione nel 1767, infatti intorno a quell’anno il priore (così venivano chiamati sino a non molti anni fa i parroci di Collegno) Don Rejnaldi propose alla comunità di abbattere la vetusta chiesa parrocchiale per costruire la cappella e recintare l’area circostante per realizzarvi un cimitero, onde evitare le sepolture in parrocchia fonte di non pochi disagi di ordine igienico.
Infatti ancora oggi troviamo numerose lapidi (e una bellissima pittura per fortuna non ricoperta dall’ultima tinteggiatura della cappella) che ricordano numerose sepolture di parroci.

La Cappella di San Martino: Situata nell’attuale via Alpignano ed è di proprietà del comune; è stata voluta ed eretta dall’allora benestante famiglia Negro nel XVIII secolo, per adempiere ad un voto; sino ad alcuni anni fa all’interno della cappella erano custoditi ex-voto donati dai soldati provenienti dalla Campagna di Adua e della Campagna d’Africa, e successivamente trafugati da ignoti.
Tale sito era sino alla fine degli anni 40 comunemente chiamata “Porta Bossola” in quanto nei tempi antichi era difeso (o veniva chiusa la via) con rovi di spine che in piemontese vengono chiamati “Bosu” da qui Bossola o Bosula (questo nome potrebbe derivare però da qualche antica famiglia del posto). La festa della Cappella viene solennizzata l’11 novembre ed è curata dai devoti del luogo.
Già intorno al XII secolo all’inizio di via Alpignano e precisamente all’attuale numero civico 1 cioè all’altezza della cascina a ridosso del cancello del castello, esisteva una cappella dedicata al nome di Maria e questo sito è ricordato e riconoscibile da un dipinto raffigurante la “Madonnina del Rosario” realizzato sulla facciata all’altezza del primo piano.

Cappella la Madonnina: Questa cappella era chiamata “Santa Maria del Ponte” ed è situata proprio all’inizio del ponte bealera.
Le nebulose origini di questa chiesa e la stranissima situazione edilizia poco ci illuminano sul suo passato. Viene chiamata dai Collegnesi “La Madunina” ed è citata la prima volta nel 1581.
La costruzione venne ultimata nel 1791 e dedicata alla natività di Maria, forse in relazione ad un voto comunitario a seguito della liberazione dopo la battaglia di Torino del 1706, combattuta proprio alla vigilia della festa della natività.
Questa cappella era alquanto più bassa rispetto alla strada ancora ciotolata in pietre e alla bealera che una volta passava scoperta e si accedeva alla chiesetta tramite un piccolo ponte.
Degno di nota il campanile triangolare di cui pochi sono gli esemplari esistenti in Piemonte. Le visite guidate alla Chiesa sono realizzate con la collaborazione della Confraternita di Santa Croce.

Chiesa di Santa Croce: Sorge, si presume, sulle basi della “Cappella Disciplinatorum” già presente nel 1538 e sede della Confraternita dei Battuti o disciplinati, organizzazione laicale con attività caritatevoli e con la devozione speciale per la Santa Croce.
Questa era una organizzazione assai diffusa nella zona, e sino agli anni ’50 i confratelli uomini vestivano un saio bianco con un cordone, mentre le donne ne vestivano uno giallo.
La Confraternita di Santa Croce diventa l’unica chiesa officiante di Collegno nel 1585 in quanto le tre parrocchie S. Pietro, S. Lorenzo e S. Massimo erano troppo distanti dal “borgo” protetto dalle antiche mura.
Quando nel 1608 l’allora Cardinale di Torino Carlo Broglia unificò le tre chiese, quella di San Pietro fu demolita, e Santa Croce assunse le funzioni di parrocchia sino al 1772, anno di completamento della nuova chiesa parrocchiale.
La struttura attuale risale al 1714 circa, quando, dopo le guerre trascorse, con ogni probabilità fu ricostruita sui resti della precedente. Fino alla prima metà del XIX secolo fu completata ed arricchita di arredi liturgici.
Il campanile, di notevole linea architettonica, fu aggiunto nel 1742 come torre civica dalla “comunità”(così veniva chiamato in quel tempo il Comune) ed è la sopraelevazione del già esistente campanile che ancora oggi possiamo distinguere perché in mattoni a vista (cioè non intonacabili) di proprietà delle Confraternita di Santa Croce.
La sopraelevazione è una delle più belle costruzioni della città e, mentre le campane sono ancora di proprietà della confraternita (come la chiesa sottostante), la sopraelevazione, il campanone e gli orologi sono di proprietà del Comune.
La facciata, originariamente in mattoni, venne ricoperta con i restauri del 1925 quando furono rifatte anche le decorazioni pittoriche della volta e delle pareti.
All’interno è conservato l’organo ottocentesco rinnovato poi nel 1890 da Giuseppe Lingua, nel 1989, con il contributo del Comune, l’organo è stato revisionato ed è tuttora funzionante.
Le visite guidate alla Chiesa di Santa Croce sono realizzate con la collaborazione della “Confraternita di St. Croce”.

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