entra nel sito viaggi
Trova la tua destinazione
Viaggia con noi !

Collegno – Evoluzione della città nei secoli

Amici viaggiatori, vi site mai chiesti il motivo per cui una città moderna sembra non essere interessante dal punto di vista turistico o culturale ? Uno dei motivi principali è la scarsa conoscenza del suo passato storico, e di tutti gli eventi che hanno forgiato la vita e l’espansione della città da quando era un semplice villaggio fino ai giorni nostri.

Iniziamo con una serie di articoli dedicati a presentare e fare conoscere la città di Collegno, siamo nella regione Piemonte, in provincia di Torino. In questa prima tappa del nostro viaggio: Quando tutto ebbe inizio.

Storia della Città di Collegno:

Dopo la sconfitta dei Cartaginesi i Romani garantirono al Piemonte un paio di secoli di relativa tranquillità, finché Cesare intraprese le campagne in Gallia. La zona di Torino divenne militarmente più importante. Nel 28 a.C. nasce la colonia denominata Juiia Augusta Taurinorum e di seguito sorge la Torino romana.
Collegno nasce con l’arrivo dei Romani a Torino, i viaggiatori che da Torino andavano in Gallia avevano bisogno di strade sicure e di luoghi di riposo, in modo da poter procedere confortevolmente a tappe, così sorse il primo nucleo di Collegno: c’erano un presidio militare, un albergo, stalle e depositi di vetture e foraggi.

Collegno era allora una mansio, cioè una fermata e si chiamava Ad Quintum perché distava cinque miglia da Torino. Nello stesso periodo sorsero altre mansiones come Settimo (ad septimum) e None (ad nonum). Attorno alla Mansio ad Quintum si raccolsero i negozianti, gli artigiani, e i contadini dando origine ad un villaggio. All’epoca dei Fiavi sorse attorno alla Mansio un collegio sacerdotale costituito dai Romani per diffondere il senso dell’impero e per custodire le tombe. Così Collegno cominciò ad essere chiamata Collegium ad Quinto finché ad Quinto scomparve lasciando posto a Collegium che divenne infine Collegno. All’epoca dell’imperatore Tito (circa 80 d.C.) risale l’attribuzione di Collegium al primo insediamento sorto nei pressi dove si trova ora la Chiesa di San Massimo.

Circa 15 secoli fa nel 568 d.C i Longobardi di Re Alboino invasero con oltre 100.000 guerrieri il nord della penisola italica. Dopo aspre lotte e lunghe peregrinazioni attraversarono il territorio fino ad insediarsi in molte città dell’Italia del nord, tra cui Torino per la sua posizione strategica vicina ai grandi valichi di confine con la Francia e si stanziarono anche a Collegno dove sono state trovate due distinte necropoli, una necropoli dei goti e un’altra, molto più estesa dei Longobardi.

Attorno all’anno 1000 in poi, Collegno lega ancor più i suoi destini alla città di Torino, cadendo sotto il dominio di Casa Savoia. E’ da attribuire ad Umberto III nel 1171 la costruzione del Castello di Collegno, contribuendo così a far sorgere l’attuale centro storico ed abbandonare la zona di San Massimo. Il Castello era costituito da cinque torri rotonde di difesa, un ponte levatoio, un fossato intorno, su di un dirupo verso il corso della Dora.

Nel 1228 Collegno passò ai Marchesi di Monferrato, nel 1238 torna ai Savoia, dopo l’investitura fatta a Tommaso Il Conte di Savoia a primo Signore del Piemonte dall’imperatore Federico II.
Nel 1252 il Castello fu in gran parte distrutto durante le lotte fra torinesi retti dal Vescovo e Tommaso Il di Savoia.
Nel 1259 il Vescovo di Torino Gandoifo protesta perché il Castello di Collegno torni sotto la Curia Vescovile, sottraendolo al Signor Americo di Crusinaldo.
Nel 1275 Collegno torna sotto Guglielmo VII, Marchese del Monferrato, che ricostruisce il Castello.
Nel 1290 Amedeo V, Conte di Savoia, arresta Guglielmo VII e riprende Collegno che concede in feudo a Filippo, Principe d’Acaja.
Dal 1301 al 1367 fra i cugini Savoia e Acaja vi furono lotte continue e Collegno fu più volte saccheggiata e il Castello espugnato.
Nel 1320 il Castello passò a Lanteimo, figlio di Filippo d’Acaja e rimase ai d’Acaja fino al 1598, quando morì di peste l’ultimo discendente di Filippo, Emanuele Filiberto.
Nel 1348 e 1349 imperversa in Europa la peste nera. Dai 1500 al 1650 le terre del Ducato di Savoia sono tormentate dalle guerre.
Nel 1510 torna la peste nera, poi di nuovo nel 1 575 e ancora tra il 1599 e il 1600.
Il 29 marzo 1599 Carlo Emanuele I, Duca di Savoia, concede in feudo il Castello di Collegno a Giovanni Francesco Provana di Carignano, perché costui, combattendo al fianco del Duca contro i francesi, aveva perso tutti i suoi beni. Giovanni Francesco Provana di Carignano era Signore di Bossolino e della Gorra, inoltre gran cancelliere dei Savoia e assunse così il titolo di primo Conte di Collegno. Giovanni Francesco Provana con il figlio Ottavio, secondo Conte di Collegno, fece riedificare il Castello ridotto quasi in rovina, tra il 1600 e il 1644.

Nel 1626 Collegno conta quasi 700 abitanti contro i 25 mila di Torino, ma fu in quell’anno che ricomparse la peste bubbonica uccidendo tremila torinesi e una buona percentuale di Collegnesi.

Risale al 1641 il trasferimento a Collegno dei Padri Certosini, ordine religioso fondato da San Brunone nel 1804 a Chartreuse vicino a Grenoble, chiamati dalla reggente Maria Cristina dopo che il loro convento di Avigliana fu distrutto dai francesi.
Inizia così, nel 1648, per essere ultimata nei primi anni del 1700, la costruzione della Certosa, destinata dal 1852 in poi quale Ospedale Psichiatrico. Qui, dove ora sono gli uffici dell’A.S.L. n’ 5, sarà poi anche ospitato re Vittorio Emanuele II. La chiesa interna fu dichiarata nel 1840 da re Carlo Alberto Cappella dell’ordine della Santissima Annunziata.
Re Carlo Emanuele III di Savoia nel 1737 fece costruire dal Juvarra la famosa facciata esistente e la donò ai Certosini in occasione del suo matrimonio con Elisabetta Teresa di Lorena.
L’antica farmacia della Certosa, ad oggi chiusa, fu aperta nel 1764 dai Certosini.
Il 1700 si avvia con l’invasione francese respinta dalle truppe del Piemonte. Ma allo scadere dello stesso secolo il Piemonte ricade sotto la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, che durerà fino al 1814. Si insediano i metodi di amministrazione e di governo dei francesi, l’invasore porta in Italia i principi universali della Rivoluzione dell’89.

Dinnanzi al Castello di Collegno viene eretto l’albero della Libertà e per la prima volta Le Maire (il sindaco) parla di uguaglianza, libertà e fratellanza. Col Congresso di Vienna (1815) Vittorio Emanuele I torna in possesso delle terre dei Savoia. E’ la restaurazione, la fine di molte speranze alimentate dalla Rivoluzione Francese. Collegno rimane sotto la dominazione francese dal 1798 al 1815, epoca napoleonica. Nel 1838 Collegno conta 1776 abitanti. Ci sono quattro filatoi di seta, due filature, una concia di pelli e una ferriera per la produzione di utensili agricoli. I lavoratori occupati sono 700. Nel 1850 comincia a svilupparsi la produzione di minuterie di ottone per ombrelli.

Continua nella pagina seguente