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Collegno – Evoluzione della città nei secoli

Nel 1853 a Collegno nasce il Borgo Nuovo. Adriano Audifredi, deceduto a soli 57 anni nel 1906, fu commendatore, consigliere provinciale e sindaco di Collegno per 25 anni. Amico di Paolo Boselli, che era un uomo politico al quale fu poi intitolata la prima scuola di Collegno, l’Audifredi poté ottenere molti benefici per i suoi concittadini, dai quali fu stimato e amato.
Nel 1854 imperversa il colera: il Comune attrezza un ospedale di emergenza, ma in pochi giorni il morbo miete 70 vittime.

Nel 1871 si inaugura la ferrovia Torino-Rivoli, soppiantando la vecchia diligenza che passava a Collegno sei volte al giorno. La nuova linea a scartamento ridotto contribuisce notevolmente allo sviluppo di Collegno, cittadina posta sullo Stradone di Francia, il cosiddetto Viale del Re. Il Servizio che è destinato a durare sino al 13/11/1955, pur attraverso continue innovazioni che da trenino a vapore lo trasformano in elettrico nel 1941. Nel 1880 ci sono sei botteghe di ottonai. Collegno ha anche un asilo infantile a conduzione religiosa e una scuola elementare. Dal 1874 al 1882 soggiornò a Collegno Laios Kossuth, patriota e uomo di stato ungherese, grande amico di Mazzini, Cavour e Garibaldi. Nominato Cittadino Onorario alla memoria il 25 aprile 1994 nella ricorrenza del centenario della morte.

Ormai l’Italia non è più un’ espressione geografica: il nuovo regno è unito sotto i simboli dei Savoia, e il movimento operaio comincia a prendere forma. Nel 1984 nei locali del Cannon d’Oro, si apre la prima sezione socialista: i nuovi ideali si richiamano a Carlo Marx.

Nel 1890 compare la luce elettrica, destinata a produrre una svolta rapidissima nella realtà produttiva e nei costumi del paese. A fine secolo Collegno conta 4491 abitanti. E’ ormai un centro industriale, pur conservando ampie zone agricole: la Leumann, chiamata il fabbricone occupa 900 lavoratori. Cresce l’omonimo villaggio, favorendo l’immigrazione operaia dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia.

Nel 1920, Collegno elegge il sindaco comunista Arturo Bendini, che avvia tra l’altro la costruzione della prima scuola di Collegno intitolata a Paolo Boselli. Nello stesso anno il consiglio comunale stanzia duemila lire a favore dei disoccupati e mille lire per gli operai sovietici colpiti dalla carestia.

2 giugno 1946, proclamazione della Repubblica:

Collegno non si trova in buone condizioni. I bombardamenti avevano danneggiato solo parzialmente le industrie della nostra città. Mancavano però ancora troppi servizi di cui la popolazione aveva bisogno e gli asili nido non esistevano.
C’erano quattro scuole materne gestite da personale religioso: la Leumann (con 4 locali a pian terreno), la Teresa Maggiora (2 locali in viale Gramsci), la Provana (4 locali in via Belfiore) e la materna del CVS con altri quattro locali.

Non c’erano scuole medie inferiori, mentre l’istruzione elementare era attrezzata in modo abbastanza rispondente ad una Città che contava allora 12mila abitanti.
Le fognature di Collegno erano limitate a piccoli tronchi di fognatura bianca nel vecchio Concentrico, con scarico diretto nella Dora e nelle bealere. Il comune era proprietario di due pozzi per l’acqua (con tubazioni di piccolo diametro), di un campo sportivo, due piazze, 49 Km di vie interne da pavimentare e 10 Km di strade campestri.
Non esistevano le case popolari. C’erano gli alloggi operai della Leumann e del CVS e l’illuminazione pubblica era insufficiente. Le linee di trasporto erano limitate al servizio di qualche corriera privata e al trenino “tritatutto” che faceva Torino-Rivoli.

Collegno come quasi tutti i piccoli comuni piemontesi, aveva un tenore di vita ancora notevolmente inferiore ad altri paesi europei come la Francia, la Svizzera, l’Inghilterra, la Germania.
Proclamata la Repubblica, bisognava però ricostruire l’economia del paese e ai lavoratori vennero richiesti grandi sacrifici.

Anche i documenti finanziari dei comuni testimoniavano sforzi e rinunce, nell’attesa della ripresa nazionale. Nel 1953 durante la dura fase della ricostruzione, si creano infatti le premesse dei Miracolo Economico. E’ l’effimero boom del capitalismo, che trascina al nord masse di emigranti alla ricerca del lavoro in fabbrica. Essi giungono a Collegno prima dai campi e dalle montagne dello stesso Piemonte, poi dalle zone depresse dei Veneto e del Mezzogiorno.

Il comune deve fare scuole e servizi per i nuovi cittadini. C’è bisogno di case e di rafforzare tutte le strutture municipali, i costi che la pubblica amministrazione deve sostenere sono elevatissimi. Comincia la scalata del deficit finanziario, mentre impera la moderna società consumistica, il tessuto sociale tradizionale si disgrega nella congestione delle aree di insediamento industriale.
Aggredita Torino, l’industria si espande velocemente nella prima cintura, uomini e donne provenienti da diverse regioni d’Italia, con diversi costumi di vita e tradizioni, si concentrano anche a Collegno.

La partecipazione dei lavoratori alla gestione della cosa pubblica diventa il cavallo di battaglia delle amministrazioni democratiche. Per rispondere alle urgenti esigenze dei cittadini, il comune è a volte costretto a trasformare negozi in aule scolastiche, in attesa di costruire nuove scuole. Mancano le case, perfino i sottoscala possono trasformarsi in alloggi.
Sull’onda dell’industrializzazione, cambia radicalmente la faccia di Collegno e il 31 Gennaio del 1980, a Collegno è concesso il titolo di Città.

Nella seconda e terza parte vi parleremo dei seguenti edifici storici; la Certosa, il Regio manicomio, le chiese e la stazionetta.-

Ulteriori informazioni:

Sito del comune di Collegno
Sito ufficiale del Castello di Collegno
Sito del Museo di Torino

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