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Amici viaggiatori, iniziamo insieme questo bellissimo viaggio che ci porterà a conoscere i Castelli della Provincia di Torino. Visitare Torino ed il suo territorio significa innanzitutto scoprire che al capoluogo subalpino non fanno parte solamente le montagne e le vallate caratterizzate da un ambiente naturale eccezionale, ma anche edifici storici importanti.

Partiamo dal cuore della città con Palazzo Madama, il vero fulcro vitale della Torino sabauda,  progettato dall’architetto Juvarra.
In epoca romana nell’area occupata ora dal Palazzo Madama , le legioni romane realizzarono come primo insediamento un accampamento militare fortificato che fungeva da varco di accesso. La porta decumana era collocata proprio dove oggi sorge il castello. Essa costituiva il punto di ingresso orientale al nucleo urbano. La struttura presente era come un piccolo castello, simile come concezione generale alla porta palatina odierna.
Le strutture della porta decumana sono state successivamente inglobate nelle costruzioni successive. 
Del complesso originario, ad oggi rimangono le due torri, ( successivamente ricoperte da una cortina di mattoni in epoca medioevale ), alcuni resti di mura, tracce delle fondazioni delle torri nei sotterranei dell’attuale Palazzo Madama.
Dal crollo dell’Impero Romano la struttura iniziò una fase di decadenza, per riacquistare un ruolo decisivo nel secolo XI grazie alla sua posizione strategica, come punto di controllo di ingresso e uscita dalla città di uomini e merci.
Nel  XIII secolo la e le due torri furono utilizzate con funzione militare strategica alla difesa della città. Il complesso fu modificato radicalmente, venne realizzato un edificio che si protendeva verso l’esterno del nucleo fortificato, murando le aperture tra le due torri ( che fungevano da passaggio di ingresso e uscita dalla città ), realizzando una nuova porta nella cortina meridionale esterna con antistante ponte levatoio. Nonostante le modifiche la struttura difensiva appariva debole e pericolosamente esposta agli attacchi nemici.

A partire dal 1280 la famiglia Savoia prese possesso della struttura difensiva, utilizzandola come residenza fortificata da usare le visite e i soggiorni a Torino. Le varie modifiche che si succedettero nel corso degli anni non alterarono di fatto l’aspetto generale del complesso, proprio perché veniva utilizzato maggiormente come punto di appoggio militare che  di sola residenza.
Dal 1402, con il dominio di Ludovico D’Acaja, vennero avviati ingenti lavori di consolidamento della parte antica, in modo da incrementare la resistenza della struttura agli attacchi nemici, tra i numerosi interventi di rinforzo, venne aumentato lo spessore del muro di cinta, le due torri furono rivestite con uno stato esterno di laterizi. Alla fine tutti i muri vennero ispessiti e alzati ( fino a trenta metri dal suolo ) e  merlati.
Oltre al consolidamento furono realizzati nuovi locali, in modo da consentire soggiorni più comodi e frequenti ai componenti della famiglia reale.
Proseguendo con l’ espansione della struttura, venne realizzato un nuovo ampliamento che portò l’edificio ad assumere la pianta attuale, assumendo un aspetto regolare e simmetrico.
Nonostante la nuova configurazione, il castello era ancora esposto agli attacchi, dato che si protendeva completamente  fuori dalle mura cittadine per un ampio tratto. SI tentò di rimediare con la realizzazione di una cinta muraria esterna al nucleo del castello. Di questa cinta ad oggi non rimane alcuna traccia, poiché fu demolita tra il 1537 e il 1562 quando a Torino si insediarono i Francesi. Anni in cui lo stabile cadde in disuso deteriorandosi rapidamente. Nel 1562, con l’ingresso a Torino di Emanuele Filiberto, fu scelto come dimora del duca e di tutta la sua corte il Palazzo del Vescovo, collegato al castello da un corridoio coperto.

All’inizio del XVII secolo si pensò di utilizzare nuovamente l’antico castello come palazzo ducale; Carlo Emanuele I finanziò alcuni lavori per rendere l’edificio più consono a tale funzione.
Una maggiore trasformazione dell’edificio fu avviata nel 1642, ad opera di Cristina di Francia ( Madame Royale ).
Da allora il complesso profondamente trasformato venne denominato “ Palazzo Madama”.

 Una seconda fase di trasformazione avvenne a partire dal 1718, quando Giovanna Battista di Savoia-Nemours, diede l’incarico a Filippo Juvarra ( architetto reale ) di progettare un nuovo fronte verso Piazza Castello.
Il progetto dell’architetto prevedeva di inglobare interamente l’edificio antico tra nuove facciate, ma fu realizzata solamente la parte occidentale, quella a ridosso dell’antica Porta Decumana. Il corridoio coperto che univa Palazzo Madama con la residenza reale venne demolito in epoca napoleonica.

Tra l’Ottocento e il Novecento furono avviate diverse operazioni di restauro dell’edificio, il quale ad oggi rappresenta l’evoluzione storica della città di Torino.

Trasporti, come arrivare:

Arrivare a Torino con il treno o la Metro fino alla stazione di Porta Nuova, raggiungere Piazza Castello a piedi da Via Roma.
Organizziamo gite organizzate per gruppi da tutta Italia con bus turistici GT fino a 50 posti. Per informazioni contattateci.

Informazioni utili

Sito del Palazzo Madama

Dove dormire

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